Tutti gli articoli

Tutto sul Puma GT Tubarão

Tra le auto brasiliane che cerchiamo, un modello trattiene la nostra attenzione: la Puma Tubarão. Ecco che cosa abbiamo imparato su questa vettura e sul marchio.

Il marchio

Nel 1963 Luiz Roberto Alves da Costa, Milton Masteguin, Mario Cezar de Camargo Filho e Rino Malzoni fondano la società con il nome Luminari. Nel 1964 la ribattezzano Puma Automóveis. Il marchio ha contribuito molto alla nascita di auto eleganti in Brasile.

Puma costruisce carrozzerie in fibra di vetro, con il sostegno di Volkswagen. Telaio, cambio e motore arrivano dalle fabbriche Volkswagen. Interni e dettagli di stile li realizza Puma.

Che cosa significa Tubarão?

Tubarão in portoghese vuol dire squalo.

In questo allestimento, piccole aperture in fibra sostituiscono il vetro laterale. La forma ricorda le branchie di uno squalo: da lì viene il nome.

Il primo modello a ricevere una versione Tubarão è la Puma GT. Il successo è tale che il marchio la ridisegna, la rinomina Puma GTE e la propone all’esportazione. La E sta per Export.

Questa linea si distingue per eleganza e proporzioni.

La sua storia

Il numero esatto di Puma Tubarão prodotte è difficile da stabilire. Lo si stima in meno di 4 000 esemplari.

Gli allestimenti estetici sono numerosi: su ordinazione, Puma proponeva diverse finiture per personalizzare l’auto. È diventata il simbolo di un periodo in cui la carrozzeria brasiliana era al suo meglio.

Prodotta con regolarità dal 1964 al 1970, la linea si spegne poi a poco a poco, fino al 1990.

Le nostre impressioni di guida

Questa Puma Tubarão ha un effetto: fa reagire.

La guida è semplice ed efficace. Il motore 1 500 diventa poi un 1 600 a doppio carburatore. La sensazione di velocità arriva presto, e i 750 kg della vettura c’entrano molto. Seduti vicino al suolo, si entra subito nel piacere di guidare.

Dopo una strada tortuosa, se ne gusta ancora il carattere esotico. Un piacere per la guida, e per gli occhi.

I collezionisti avvicinano spesso la sua silhouette alla 275 GT, alla Lola o alla 240Z.

La Puma non lascia nessuno indifferente. Il suo aspetto dà, a ogni spostamento, un’impressione di esclusività.

Da leggere anche